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Gent.me Famiglie,

Carissimi Docenti, Amministrativi e Collaboratori scolastici, 

siamo già al terzo giorno dalla ripresa delle attività scolastiche dopo la lunga interruzione a causa della grave pandemia mondiale causata dal virus Sars2_Covid_19; la scuola ha riaperto come le è stato possibile, con gli elementi dati, tra mille difficoltà e incertezze. 

Appare evidente, già da queste prime ore, quanto sia importante, se non addirittura fondamentale che tutti gli adulti che appartengono alla comunità scolastica siano legati tra loro da un forte “patto” di corresponsabilità che superi le frasi ad effetto, fondandosi soprattutto sulla convinzione che le regole comuni vadano vissute in prima persona, per poi essere praticate ed insegnate con l’esempio ai nostri bambini e ragazzi.

Tutti condividiamo preoccupazioni ed incertezze, alimentate dall’andamento non troppo rassicurante dei contagi quotidiani, ma che dobbiamo necessariamente controllare, senza farsi governare dalla paura, dai sentimenti di recriminazione e atteggiamenti polemici tesi all’individuazione forzata dei “colpevoli”. Scusate se non risponderò a tutte le mail di segnalazioni e lamentele sull’andamento del primo giorno di scuola: la mia risposta è tra queste righe e spero sia colta nel verso giusto. 

Questa mattina Michele Serra, in un suo articolo pubblicato dal quotidiano “La Repubblica”, ha definito la Scuola italiana “un miracolo”, e ancora “ …un caso quasi stupefacente di resilienza…che ha retto l’urto di una dimenticanza …una sottovalutazione politica decennale.” 

Onore al merito dunque…anche se i miracoli non esistono, ma soltanto l’impegno e il duro lavoro.

Ho già espresso il mio pensiero precedentemente: le scuole hanno riaperto soprattutto grazie al lavoro costante e incessante di chi ci ha lavorato e ci lavora. 

Ora abbiamo bisogno che ognuno faccia la sua parte, per primi gli adulti. 

Questo è il momento del coraggio e delle azioni coordinate, dell’ascolto e messa in pratica delle procedure; solo così potremo affrontare l’autunno prima e “il lungo inverno” poi,  ed uscirne in modo positivo. 

Abbiamo bisogno di questo per il bene comune dei nostri ragazzi e per riuscire nell’ardua impresa.  

 

La vostra Preside 

Serenella Presutti